Pay tv, cosa fare in caso di problemi?

Quotidianamente, agli sportelli della nostra associazione, giungono segnalazioni di consumatori in difficoltà nel disdire i contratti di abbonamento con Sky o Mediaset Premium: questi operatori, infatti, si nascondono, spesso, dietro a clausole contrattuali per rimandare il recesso o far pagare al consumatore qualche mese in più di canone.

A chi non è capitato, d’altra parte, di aderire ad una promozione con importo fisso e trovarsi in fattura opzioni per canali mai richiesti che fanno lievitare la bolletta?

Prima di aderire ad un contratto per le Pay tv è consigliabile confrontare le offerte disponibili e le varie possibilità di abbonamento a seconda dei propri interessi, per poi firmare un contratto con il fornitore, generalmente a scadenza annuale.

Cosa fare in caso di disservizio o con una bolletta non corretta?

La prima cosa è scrivere un reclamo formale alla società e contestare l’accaduto (non fidiamoci dell’operatore del call center che ci rassicura sulla gestione della problematica), mettendo naturalmente in copia l’Unione Nazionale Consumatori.

Se invece l’intenzione è di recedere dall’abbonamento, ricordiamoci di verificare se nel contratto ci sono vincoli che determinerebbero le penali. La disdetta deve essere inviata attraverso una comunicazione scritta (raccomandata A/R) indicando l’intestatario del contratto e dove possibile il codice cliente.

È importante sapere che, nel caso in cui dovessero nascere dei contenziosi con le Pay Tv è possibile tentare di risolvere la controversia attraverso la procedura di conciliazione.

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Autore: Eleonora Di Felice Ciccoli
Data: 24 marzo 2017

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