HOME BANKING: Disconoscimento di operazioni bancarie fraudolente sul proprio conto corrente

Sono numerose le segnalazioni che stanno arrivando ai nostri sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori di Pomezia in merito a operazioni compiute fraudolentemente sui conti correnti di consumatori che possiedono un app per le operazioni Home Banking.

In particolare, diversi correntisti della banca Intesa SanPaolo hanno disconosciuto operazioni bancarie avvenute sul proprio conto corrente tramite app. Ciò che viene lamentato è che le predette operazioni sono avvenute per somme ingenti, fino ad arrivare ad oltre 50mila euro su un singolo conto corrente bancario, con bonifici bancari ordinari eseguiti on line in un breve lasso di tempo, in un caso 4 operazioni da oltre 14 mila euro l’una, che la banca non ha prontamente segnalato al cliente.

Il comportamento della banca, dopo il disconoscimento delle operazioni bancarie presso le Autorità di Pubblica sicurezza, è stato quello di aprire l’istruttoria per la durata di 90 giorni, di riaccreditare le somme prelevate illegittimamente sul conto corrente e poi chiudere l’istruttoria prelevando nuovamente le somme riaccreditate al cliente, senza fornire motivazione valida in ordine alle ragioni che giustificassero una responsabilità del cliente per il vero e proprio “furto” avuto sul proprio conto.

Ricordiamo che la Cassazione con sentenza n. 9158/2018 ritiene applicabile alla fattispecie de quo l’articolo 2050 del codice civile che regola la responsabilità per l’esercizio di attività pericolose. In base a tale norma, chi provoca un danno nell’esercitare l’attività a rischio, deve risarcire il danno al cliente salvo dimostri di avere adottato tutte le misure per evitare il pregiudizio. Questo significa che la banca può liberarsi dalla responsabilità oggettiva che incombe su di sé solo provando di aver adottato un adeguato sistema di sicurezza, tanto efficace da bloccare l’accesso al conto a terzi. Ebbene, nei casi affrontati dalla nostra associazione, non è stata mai fornita la predetta prova liberatoria. Mentre il consumatore, da parte sua non può ritenersi respoinsabile, poiché non ha cliccato su link pishing nè ha ricevuto messaggi di allerta da parte della banca che lo informassero dell’avvenuto compimento delle predette operazioni bancarie, soprattutto considerando l’entità degli importi.

Ne consegue che la banca deve rimborsare le somme illegittimamente prelevate sul conto corrente dei propri clienti.

L’iter che stiamo seguendo come associazione UNC di Pomezia è quello di sporgere reclamo e successivamente, in caso di risposta negativa, di adire l’Arbitrato Bancario Finanziario.

Per info potete rivolgervi all’Unione Naizonale Consumatori Delegazione di Pomezia (Via Roma n. 7), tel. 069122006 – cell 3299693762 – mail consumatoripomezia@gmail.com

 

Autore: Avv. Daniele Autieri, resp. Dell’Unione Nazionale Consumatori Delegazione di Pomezia

 

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