Svolta nel caso AstraZeneca: la Commissione Medica Militare riconosce il nesso tra vaccino e decesso di un’insegnante. Al via la causa per risarcimento.
ROMA – Una svolta significativa arriva dal Dipartimento Militare di Medicina Legale di Roma in merito alla morte di Angela Magnotta, l’insegnante di 44 anni di Pomezia deceduta nell’agosto 2021. Dopo quattro anni di attesa, la Commissione (CMO) ha riconosciuto ufficialmente il nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino anti-Covid Vaxzevria (AstraZeneca) e l’insorgenza della sindrome tromboembolica diffusa che ne ha causato la morte.

La vicenda La sig.ra Magnotta aveva ricevuto la prima dose del vaccino il 24 marzo 2021 e il richiamo il 10 giugno dello stesso anno. Pochi mesi dopo, il 28 agosto, era stata colpita da gravi malori che avevano rivelato la presenza di numerosi trombi. Nonostante i tentativi di intervento chirurgico e rianimazione presso gli ospedali S. Anna di Pomezia e S. Eugenio di Roma, il decesso è sopravvenuto il 30 agosto 2021.
Il verdetto della Commissione Medica La Commissione Militare, analizzata la documentazione prodotta dallo Studio Legale dell’Avv. Daniele Autieri, ha espresso parere favorevole alla concessione dei benefici previsti dalla Legge 210/92. Secondo il verbale, è accertato il legame diretto tra la vaccinazione e lo sviluppo della patologia fatale, definendo vani i tentativi medici di salvarle la vita.
La battaglia legale contro AstraZeneca Sulla base di questo riconoscimento, gli eredi (il marito e i tre figli) hanno avviato un’azione legale contro la casa farmaceutica anglo-svedese. La tesi legale punta sulla responsabilità extracontrattuale ai sensi dell’art. 2050 del Codice Civile, sostenendo che la produzione del vaccino rappresentasse un’attività “pericolosa” e che la società non abbia adottato tempestivamente tutte le misure necessarie per evitare eventi avversi già noti alla letteratura scientifica dell’epoca.
Il nodo della tempistica L’articolo evidenzia una tragica coincidenza temporale: le raccomandazioni del Ministero della Salute che limitavano l’uso di AstraZeneca agli over 60 furono ufficializzate l’11 giugno 2021, appena un giorno dopo la somministrazione della seconda dose alla vittima. Ora la parola passa ai giudici per l’accertamento delle responsabilità civili e il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti dalla famiglia.
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AUTORE: AVV. DANIELE AUTIERI
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