TELEFONIA – Disdetta ignorata per oltre un anno: anziana perseguitata dal recupero crediti, ma il problema viene risolto
Un caso emblematico di mala gestione delle pratiche di disdetta nel settore della telefonia arriva all’attenzione dei consumatori e riaccende i riflettori sulle difficoltà che molti utenti, soprattutto anziani, si trovano ad affrontare nel far valere i propri diritti.
Una consumatrice anziana ha denunciato di essere stata tempestata per mesi da telefonate insistenti da parte di società di recupero crediti, incaricate di riscuotere presunti importi non pagati relativi a un contratto telefonico Fastweb. Il problema? La disdetta del servizio, regolarmente presentata, non era mai stata lavorata, nonostante fosse trascorso oltre un anno.
Le continue chiamate e le richieste di pagamento, ritenute illegittime, hanno avuto un forte impatto sulla serenità della donna. «Non riesco più a dormire la notte», ha raccontato, spiegando come la pressione psicologica esercitata dai call center avesse trasformato una semplice pratica amministrativa in un vero e proprio incubo quotidiano.
La svolta è arrivata grazie all’intervento dell’associazione a tutela dei consumatori, che ha preso in carico il caso e avviato un’azione formale nei confronti dell’operatore telefonico. Fastweb ha infine riconosciuto l’errore, richiamando la pratica dal recupero crediti e procedendo allo storno completo delle fatture contestate.
Oggi l’anziana signora può finalmente tornare a vivere con tranquillità, avendo visto riconosciute le proprie ragioni e ristabilita la correttezza della sua posizione contrattuale.
Il caso dimostra ancora una volta quanto sia fondamentale non arrendersi di fronte a richieste ingiuste e affidarsi a soggetti competenti per la tutela dei propri diritti.
Ecco cosa fare:
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Conservare sempre copia della disdetta (PEC, raccomandata A/R, ricevute e protocolli).
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Verificare periodicamente le fatture dopo la cessazione del servizio.
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In caso di richieste di pagamento sospette, non pagare subito e chiedere chiarimenti scritti.
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Diffidare delle pressioni telefoniche delle società di recupero crediti.
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Rivolgersi tempestivamente a una associazione dei consumatori o a un professionista per l’assistenza.
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Segnalare eventuali comportamenti scorretti all’AGCOM o alle autorità competenti.
La tutela dei consumatori passa anche dall’informazione e dalla consapevolezza: conoscere i propri diritti è il primo passo per difenderli.
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AUTORE: AVV. DANIELE AUTIERI
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