ANIMALI: Perchè non posso entrare??

A quanti di noi (non necessariamente proprietari di un cane) è capitato di osservare un cartello che recita: “io non posso entrare” e di chiedersi il perchè di questo divieto? A volte sono chiare le ragioni igienico-sanitarie, ma in molti altri casi al consumatore questo rifiuto sembra inspiegabile!

Il tema dell’accesso degli animali negli esercizi commerciali alimentari e nei luoghi di ristorazione collettiva è ormai argomento di interesse generale e sono sempre più numerosi i cittadini che si rivolgono all’Unione Nazionale Consumatori per ricevere chiarimenti in merito alla possibilità di acceso di animali domestici, ed in particolare dei cani, nei negozi di alimentari, nei supermercati e nei locali di ristorazione collettiva (bar, ristoranti, trattorie, ma anche negozi di alimenti, supermarket, ecc.).

Del resto si tratta pur sempre di un aspetto del “rapporto di consumo” tra il cliente e l’esercente: la normativa vigente si fonda, come detto su motivi di carattere igienico-sanitario, ma risulta essere restrittiva e di fatto riduce di molto le possibilità di accesso degli animali negli esercizi commerciali.

Tuttavia, come spesso accade nel nostro bel Paese, esistono situazioni molto diverse fra le varie Regioni e Comuni. Così la confusione è totale, anche perché gli stessi commercianti cercano di trovare delle soluzioni che vanno incontro alle esigenze spesso contrastanti tra i proprietari dei cani e di chi invece non vorrebbe avere nessun tipo contatto con gli animali.

Per porre fine ai tanti conflitti che quotidianamente si verificano, ho deciso di rivolgermi al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, perché si delimiti finalmente il perimetro dell’accesso degli animali nei negozi. Ho suggerito la predisposizione di “linee guida” che siano finalmente valide per tutto il nostro Paese, specificando:

  1. se gli animali da affezione possono avere accesso o meno agli esercizi commerciali dediti alla distribuzione degli alimenti
  2.  in caso affermativo fornire indicazioni precise sulle modalità di accesso (taglia, identificazione e stato sanitario, degli animali, museruola, guinzaglio, ecc.)
  3. indicare le responsabilità dei proprietari, organi di vigilanza, sanzioni
  4. predisporre le azioni che debbono essere intraprese dagli esercenti.

Restiamo in attesa di una risposta. In attesa come gli animali legati (talvolta inspiegabilmente) fuori da un negozio, con molti rischi per loro e la stessa salute pubblica.

Autore: Unione Nazionale Consumatori

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